Le email di giovani aspiranti comunicatori / copywriter sono troppe per poter rispondere a ciascuno personalmente.
Perciò ho creato questa pagina dove espongo riflessioni mie e vi indirizzo ad altre, di personaggi più famosi di me, con i quali mi trovo d'accordo.

"Come faccio a fare il copywriter?" "Ho fatto Scienze della Comunicazione, ma non trovo lavoro". "Ho appena finito uno stage in una prestigiosa agenzia di Milano. Mi hanno detto che sono molto brava e sfonderò come copy, ma al momento sono al completo. Come proseguo? " "Posso collaborare con te per un periodo?".

Queste più o meno le domande che sempre più numerose arrivano nella mail del sito. Quando leggo, la prima sensazione che provo è il dispiacere, perché "la messe è poca e gli operai sono molti", per ribaltare il detto evangelico.
E mi spiace pensare che tanti di voi resteranno delusi nelle loro aspettative.
La seconda sensazione è la rabbia. Le vostre email sono spesso sgrammaticate, o sono scritte in modo evidente da chi non ha alcuna dimestichezza con la scrittura. I vostri curriculum sono ondivaghi e spesso non recano traccia di quella solidità culturale che è il primo requisito di chi vuole scrivere per professione. E la mia rabbia va a tutti quegli adulti che non vi hanno formato, orientato a dovere, insegnato un metodo. O a quelle pseudo-facoltà che promettono un futuro luminoso ma hanno una lista di materie e di docenti che ricordano tanto la "Facoltà di irrilevanza comparata" inventata da Umberto Eco nei suoi Diari minimi. Sì, diciamolo, molte di queste "Scienze" della Comunicazione sono una fregatura e vi fanno perdere anni in cui la vostra materia cerebrale può esprimere il massimo delle potenzialità, ma forse non lo farà, per colpa loro.

Sin qui la pars destruens. Ora ci vorrebbe qualche consiglio costruttivo. Ecco cosa mi sento di dire:

  1. Se siete ancora in tempo, lasciate perdere Scienze della Comunicazione e iscrivetevi a qualche facoltà "tosta", seguita o affiancata da un corso professionalizzante sulla Comunicazione d'impresa.
  2. Leggete, leggete, leggete. Soprattutto buona letteratura. E tanta poesia, di ogni secolo e latitudine. Siate curiosi.
  3. State sempre sulla palla, sappiate sempre tutto su novità e tendenze culturali. Navigate sui siti di buona informazione e comunicazione. Leggete le newsletter dei grandi comunicatori, soprattutto quelle in inglese. I quotidiani e le riviste li do per scontati e così anche l'inglese...
  4. Ricordate che non basta saper scrivere, ci vogliono delle ottime idee per poter comunicare. Un testo scritto bene, senza idee è un guscio vuoto.
  5. Non smettete mai di studiare.
  6. Non credete alle Agenzie che vi dicono che siete tanto bravo, ma... Meglio essere avvertiti per tempo di un'amara verità che coltivare un'illusione.
  7. Prima di fare o dire qualunque altra cosa, leggete questi due documenti: il primo è una lettera di Vittorio Zambardino, ideatore di Repubblica.it e attualmente responsabile strategie internet presso il Gruppo Editoriale L'Espresso, ai giovani aspiranti comunicatori. Il secondo è un Quaderno del Mestiere di Scrivere, il sito dell'impareggiabile Luisa Carrada. Avrei voluto scrivere le stesse cose, ma loro lo hanno fatto già benissimo e dall'alto di una competenza notevole, perciò leggeteli. E' per il vostro bene.

Altri consigli li ho già espressi nelle risposte alle email, perciò vi indirizzo alla pagina "Scrivimi" dove ne riporto alcune. Scusate la franchezza di queste riflessioni, ma non voglio entrare anche io nella ridda degli adulti colpevoli. E quanto al lavorare con me, credo sia difficile perché lavoro da sola in modo sostanzialmente "artigianale", prendendo piccole committenze per potermi sempre permettere un lavoro di cesello... Comunque ho i vostri indirizzi, se avrò bisogno vi farò sapere.

In bocca al lupo!