LA PUNTEGGIATURA

La punteggiatura è l'unico strumento che abbiamo per rendere nel testo scritto le sfumature espressive del discorso orale.

Un'esitazione, una pausa, la sorpresa, il dubbio, la voglia di elencare o di troncare bruscamente. Con la voce e le espressioni del viso sappiamo come fare, ma quando scriviamo è tutto affidato a quei segnetti, che hanno il potere di rendere lo stesso testo leggibile oppure incomprensibile.

Regole rigide non esistono, ma ci sono dei riferimenti: eccoli.

Punto
Virgola
Punto e virgola
Due punti
Punto interrogativo
Punto esclamativo

Puntini di sospensione
Parentesi tonde
Coppie di tratto: le virgolette

PUNTO
Indica una pausa lunga e si usa per concludere una frase di senso compiuto o un periodo (cioè un insieme di frasi).
Dopo il punto, si deve usare la maiuscola. Quando l'argomento è concluso, si va anche a capo e si inizia un nuovo paragrafo.

Il punto si usa anche per le abbreviazioni e per separare le lettere delle sigle, esempio: dott. Lugli, B.O.T. (Buoni Ordinari del Tesoro).

VIRGOLA
E' il segno più frequente, indica una pausa breve e serve a staccare i pensieri tra loro per dargli ordine logico.
La virgola si usa:

  • nelle enumerazioni e ripetizioni
  • per segnalare un inciso nella frase principale, o anche un'apposizione
  • dopo un vocativo
  • prima delle congiunzioni ma, anzi, però, invece, mentre, se, benché, sebbene, tuttavia ecc. per separare tra loro delle frasi coordinate o subordinate.
  • dopo sì, no, bene
  • per separare le frasi di un periodo senza usare la congiunzione "e"
  • dopo le parole quindi, dunque, infatti, perciò (connettivi conclusivi) per segnalare che si sta finendo il discorso

Queste sono le principali convenzioni riguardo all'uso della virgola, che resta comunque abbastanza libero. Ci sono invece dei casi in cui non si deve proprio usare, perché il testo non si capirebbe:

  • prima di e, né, o
  • tra il soggetto e il verbo
  • tra il verbo e il primo complemento oggetto

Torna all'elenco

PUNTO E VIRGOLA
Segna una pausa più forte della virgola, meno forte del punto. Si usa quando due frasi hanno bisogno di una separazione, ma sono collegate nella sequenza di fatti dunque non "meritano" d'essere spezzate con il punto fermo.
Il punto e virgola è davvero utilissimo, anche nella scrittura aziendale.
Non bisogna esagerare però, per non togliere forza a questo espediente che ci permette di evitare tante congiunzioni improprie!

DUE PUNTI
I due punti hanno una funzione ben precisa:

  • introducono il discorso diretto
  • introducono un elenco
  • introducono una spiegazione
  • introducono un esempio
  • introducono una citazione

Torna all'elenco

PUNTO INTERROGATIVO
Dà alla frase l'intonazione di una domanda diretta: Come stai?. Dopo il punto interrogativo ci deve essere la maiuscola. A meno che il ragionamento non sia così serrato nel ritmo, da consentire solo una breve pausa, esempio: ma lei vorrà vedermi? ti sarai chiesto...

I soliti esagerati scrivono, soprattutto nelle email, frasi che sfociano in tre o quattro punti interrogativi, magari associati al punto esclamativo. Nella scrittura professionale lo sconsiglio, nel privato datevi comunque una regolata.

Il punto interrogativo è stato trattato in modo divertente ed efficace da Beppe Severgnini in un articolo apparso sul Corriere della Sera: leggetelo, imparerete molto!

Leggi l'articolo di Severgnini (PDF, 282 KB)Scarica l'articolo di Severgini sul punto interrogativo

PUNTO ESCLAMATIVO
Dà alla frase un tono che può esprimere meraviglia, stupore, contentezza, sorpresa, fastidio o dolore. Accidenti! Ma davvero!
Il punto esclamativo si mette anche in coda a un ordine: Torna subito qui!
Quando in un testo narrativo si susseguono più esclamazioni, si può anche evitare di iniziare la parola seguente con la maiuscola: Addirittura! così sfacciato! non ci posso credere!.
Nella scrittura professionale è bene non ricorrere troppo spesso al punto esclamativo, perché conferisce al testo un sapore ingenuo, quasi da comunicazione adolescenziale.
Nell'email invece ci è consentito essere un po' più "caldi" e allora si può usare, ma con grande parsimonia. Se dobbiamo rappresentare uno stato d'animo, meglio usare qualche emoticon.

PUNTINI DI SOSPENSIONE
Servono appunto a sospendere una frase, lasciando capire che c'è una parte di significato sottinteso.
I puntini devono essere per forza tre, non se ne possono usare quattro o più come talvolta si vede.

Dopo i tre puntini, occorre lasciare uno spazio bianco e poi si riprende con il nuovo testo (confesso che talvolta lo dimentico).

Uno studente di nome Carlo mi scrive: "Se con i tre puntini uso il punto esclamativo o interrogativo, come mi regolo? Lo metto prima o dopo? Fa parte dei tre o è il quarto punto?". Ecco due esempi:

Ma guarda!... Davvero?...

Quindi l'esclamazione o la domanda devono precedere i tre puntini e ovviamente non entrano nel computo.

I puntini di sospensione devono essere dosati con cautela, perché il ridicolo è sempre in agguato. Leggi in proposito lo spassoso articolo di Umberto Eco sugli sciagurati puntini di sospensione.

Torna all'elenco

PARENTESI TONDE

  • Parentesi come inciso
    Le parentesi tonde dovrebbero essere usate per racchiudere un inciso all'interno di un testo: l'inciso può avere valore di spiegazione, commento o approfondimento. E' importante ricordare che ciò che è racchiuso tra le parentesi deve poter essere eliminato senza che la comprensione del testo ne risenta.
  • Parentesi come aggiunta di informazioni
    Le parentesi tonde si possono usare sia nel corso di un testo che dentro tabelle o elenchi, per aggiungere informazioni. Riporto alcuni esempi d'uso dal Nuovo manuale di stile di Roberto Lesina, Zanichelli editore:

    • Precisazione: il culto panico (del dio Pan)
    • Dati tecnici: presa per alimentazione da rete (220 V, 50Hz)
    • Abbreviazioni: Internazional Organization for Standardization (ISO)
    • Date: Giacomo Leopardi (1798-1837)
    • Traduzioni aggiunte: applicazioni di elaborazione dati (data processing)
    • Rimandi interni: in questi casi conviene usare una tabella (vedi cap.12)
  • Punteggiatura con le parentesi
    Se il segno di punteggiatura appartiene al testo esterno, deve essere messo dopo la parentesi di chiusura.

    All'interno delle parentesi, sarebbero ammessi solo il punto esclamativo e l'interrogativo, ovviamente se si riferiscono al testo che sta dentro, esempio: Mi ha telefonato nel cuore della notte (che faccia tosta!) per dirmi che partiva.

    Se le parentesi contengono una frase completa, questa può avere una sua punteggiatura che si conclude prima della parentesi di chiusura. In questo caso, la punteggiatura del testo esterno deve precedere le parentesi. Esempio: Avevo avuto conferma del nuovo lavoro. (L'ufficio del personale mi aveva contattato.) Quindi iniziai a spostare le mie cose dal vecchio ufficio.

Leggi l'articolo divertente di Beppe Severgnini sulla "bulimia" da parentesi, in Galleria.

Torna all'elenco

COPPIE DI TRATTO: LE VIRGOLETTE

Modalità di impiego delle virgolette
Le virgolette si usano per evidenziare parole o frasi in relazione al loro significato, a differenza del corsivo che si usa piuttosto per segnalare una presenza, magari inaspettata (ci torneremo sopra). Vediamo i principali usi:

  • parole o frasi riportate, prese direttamente da un altro contesto, esempio: "fatti non foste a viver come bruti" dice Dante per sottolineare la sete di conoscenza...
  • termini che evidenziano un significato, esempio: la parola codice può significare sia "corpo organico di leggi" sia "insieme di segni e simboli"...
  • linguaggio figurato, esempio: il fenomeno si è esteso "a macchia di leopardo"...
  • ironia: gli "esperti" inviati dal Ministro hanno capito ben poco...

Forma grafica delle virgolette
Esistono virgolette alte "come queste" dette anche inglesi e virgolette basse «come queste», dette anche francesi o caporali. Nella tastiera del computer sono a portata di dito solo le prime, quindi il dubbio se usare le une o le altre è risolto.

Esistono poi le virgolette semplici 'come queste', con un solo apice. Si possono usare quando abbiamo bisogno di una citazione dentro un'altra citazione, esempio: Stella disse "quando Paolo mi definisce 'squinzia' vado su tutte le furie"...

Qualunque tipo si scelga, non bisogna lasciare spazi tra le virgolette e il loro contenuto!

Come usare la punteggiatura con le virgolette?

  • se la punteggiatura appartiene alla frase riportata dentro le virgolette, va messa prima della loro chiusura, esempio:
    Viene da chiedersi: "tutto qui?". Però faccio notare che il punto finale della frase è fuori.
  • se la frase virgolettata costituisce l'intero periodo, si mette il punto finale dentro le virgolette e si può evitare un altro punto finale, esempio: "Alea iacta est." E con questo finì il suo intervento.

Torna all'elenco

A breve, arriveranno:

  • tratti e trattini
  • asterisco
  • barra
Sull'uso della punteggiatura nel web, guarda anche Il mestiere di scrivere.